Visualizzazione post con etichetta agente immobiliare.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta agente immobiliare.. Mostra tutti i post

domenica 1 settembre 2024

ARE o RRE che dir si voglia....

 


L'Attestato di Regolarità Edilizia (ARE): Cosa è e Perché è Importante

Cos’è l’Attestato di Regolarità Edilizia?

L'Attestato di Regolarità Edilizia (ARE) è un documento essenziale introdotto nel febbraio 2017, obbligatorio per le compravendite di immobili sia ad uso abitativo che commerciale. 

Questo attestato viene rilasciato da un tecnico qualificato iscritto all'Albo professionale, come un geometra, architetto o un ingegnere, e certifica che un immobile rispetta tutte le normative edilizie e urbanistiche vigenti. 

In altre parole, l'ARE attesta che l'immobile è stato costruito e, se del caso, ristrutturato con le dovute autorizzazioni comunali.

Perché è Importante l'ARE?

L'ARE è cruciale per diverse operazioni immobiliari:

  1. Compravendita di immobili: Prima di acquistare o vendere una casa, è fondamentale verificare che l'immobile sia conforme alle norme edilizie. Senza l'ARE, non è possibile procedere con la compravendita, poiché gli acquirenti potrebbero trovarsi con una proprietà non regolare.

  2. Richiesta di mutuo: Le banche e gli istituti di credito richiedono l'ARE come garanzia che l'immobile sia conforme e non presenti irregolarità edilizie. Senza questo documento, la richiesta di mutuo potrebbe essere rifiutata.

  3. Ristrutturazione con agevolazioni fiscali: Per beneficiare di incentivi e agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni, l'immobile deve essere in regola con le normative edilizie. L'ARE serve quindi anche in questo caso come prova di conformità.

  4. Donazione o cessione di diritti a terzi: L'ARE è obbligatorio anche in caso di donazione dell'immobile o cessione di diritti reali a terzi, come l'usufrutto.

  5. Surroga del mutuo: Nel caso si voglia trasferire il mutuo da una banca all'altra, l'ARE può essere richiesto per confermare la regolarità dell'immobile.

Chi può Rilasciare l’ARE?

L'ARE può essere rilasciato solo da un professionista abilitato iscritto all'Albo, come un geometra, un architetto o un ingegnere. Il tecnico effettua un sopralluogo sull'immobile, verifica la documentazione presso il Comune e il Catasto, e confronta lo stato attuale dell'immobile con quanto riportato nei documenti ufficiali. Al termine del processo, se tutto risulta conforme, viene rilasciato l'ARE, solitamente in due copie cartacee.

Importanza di Conoscere in Anticipo i Costi

È fondamentale essere consapevoli dei costi associati all'ottenimento dell'ARE. Questi costi possono variare in base alla dimensione e alla complessità dell'immobile e sono, di norma, a carico del venditore, salvo accordi diversi tra le parti. Conoscere in anticipo i costi aiuta a evitare spiacevoli sorprese e a pianificare adeguatamente il budget per la compravendita o la ristrutturazione.

Cosa Fare se l’Immobile non è Conforme

Se durante la verifica l'immobile risulta non conforme, l'attestato di regolarità edilizia segnalerà la presenza di irregolarità. Queste possono variare da gravi abusi edilizi, come la costruzione senza permessi, a modifiche minori non dichiarate, come la costruzione di tramezzi o la chiusura di balconi. In caso di non conformità, è necessario procedere con una sanatoria, ovvero regolarizzare la situazione depositando la documentazione corretta presso il Comune e pagando eventuali oneri. Senza questa sanatoria, il rogito notarile per la compravendita non potrebbe avere luogo, e l'operazione sarebbe considerata nulla.

Conclusione

Prima di procedere con la vendita di un immobile, è essenziale verificare che tutto sia conforme alle normative vigenti. L'ARE garantisce che l'immobile è in regola e fornisce la sicurezza necessaria per evitare problemi legali o finanziari durante la compravendita. Affidarsi a un professionista esperto per seguire l'intero iter di verifica e rilascio dell'ARE è fondamentale per assicurarsi che il processo si svolga senza intoppi, evitando brutte sorprese al momento del rogito.

giovedì 3 settembre 2020

Imenotteri: ospiti non graditi


 Sapevate che il momento migliore per un intervento volto ad eliminare un nido di vespe o calabroni è la sera?

Imparato oggi dopo l intervento dei Vigili del fuoco nella villa di una amica/cliente.

P. S. : la bomboletta di repellente va acquistata e fornita... (meglio 2)




lunedì 27 maggio 2019

se il prezzo è giusto..



Venerdì mattina sono andata a fare una visita per prendere in carico  un appartamento da affittare.
Zona tranquilla, residenziale, un bel trilocale con impianti rifatti, pavimento nuovo, gli infissi originari sono stati mantenuti ma si presentano decorosi, due bei terrazzi, cantina e posto auto.
Il riscaldamento è centralizzato.
Lo immetto sul mercato ad una cifra giusta, anzi giustissima.
Al pomeriggio avevo già una decina di richieste ed una proposta.

Questo dimostra che il prezzo congruo è la chiave vincente.

martedì 28 novembre 2017

Etica professionale...

Etica professionale per agenti immobiliari: perché vale la pena parlarne?

L’etica professionale immobiliare è una tematica cruciale per ogni mediatore, fin troppe volte data per scontato. La poca consapevolezza degli effetti delle proprie valutazioni sulle dinamiche di mercato, unita ad un’etica professionale non chiara, hanno giocato un ruolo chiave all’interno della crisi economica.

Non si tratta di errori commessi, ma soprattutto di mancanze e inadempienze. I tempi della “semplice vendita” oramai sono solo un vecchio ricordo. Il cliente è cambiato. Le persone oggi, soprattutto quelle che acquistano, amano essere rispettate dal mediatore ed hanno bisogno di un sostegno qualificato, che solo i consulenti immobiliari che credono nel valore dell’etica professionale possono offrire.

 

Etica professionale immobiliare: i 5 valori principali

Il ruolo principale dei mediatori immobiliari è garantire la massima imparzialità, grazie anche al buon senso. Questi, infatti, devono essere i garanti del “perfetto bilanciamento” tra chi compra e chi acquista. Ciò significa tutelare l’interesse di entrambe le parti protagoniste, avendo anche il coraggio di dire no ad alcune richieste che potrebbero minacciare la  reputazione aziendale ed il mercato.
Ecco perché vale sicuramente la pena rispolverare il valore dell’etica professionale immobiliare!

Il valore della neutralità nel campo immobiliare

Il mediatore immobiliare che rispetta l’etica professionale non è legato a nessuna delle parti coinvolte. Questo, si occupa di condurre le trattative tra le parti, favorendo la conclusione del contratto, ma senza favorire né l’una né l’altra parte. Per questa condizione di terzietà, il contratto di mediazione si distingue da quelli di:
– Mandato
– Procacciamento d’affari
Nel contratto di mandato, il soggetto agisce per delega ed in rappresentanza di una persona. Di contro, nel contratto di procacciamento di affari, il procacciatore raccoglie ordinazioni e le invia al soggetto che gli ha conferito l’incarico, senza però avere un vincolo stabile con gli altri soggetti coinvolti.
Inoltre, il mediatore immobiliare deve svolgere il proprio incarico rimanendo totalmente  indipendente e neutrale rispetto ai contraenti, ciò significa che è obbligato a comunicare eventuali situazioni che lo pongono in possibili conflitti di interesse.

I requisiti morali (e non solo) da possedere

Per poter esercitare l’attività professionale, ogni mediatore immobiliare deve essere in possesso di diversi requisiti morali e professionali, come superare un esame, all’esito del quale richiedere l’iscrizione nel Registro delle Imprese e nel R.E.A. (Repertorio Economico Amministrativo) a seconda della forma dell’attività, societaria o individuale. Tutto ciò dovrà essere presentato presso la Camera di Commercio del luogo di competenza, per sede o residenza.
Successivamente, l’agente immobiliare deve esibire la segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. Qualora il mediatore non fosse iscritto nel Registro delle Imprese o nel REA, oltre a non poter richiedere la provvigione, sarà soggetto ad ingenti sanzioni amministrative: dai 7.500 ai 15 mila euro. Se queste multe verranno inflitte 3 volte consecutivamente, si trasformeranno in sanzioni penali.
Un altro requisito che ogni agente immobiliare deve necessariamente avere è l’assicurazione sulla responsabilità civile per negligenze o errori professionali. Questa ha lo scopo di coprire i rischi professionali e tutelare i clienti da comportamenti non etici ed errori commessi durante la mediazione.

Il dovere di informazione dell’agente immobiliare

L’articolo 1759 del Codice Civile afferma che è responsabilità dell’agente immobiliare esporre alle parti coinvolte, circostanze rilevanti a lui note o conoscibili attraverso il criterio della media diligenza professionale.
Questo articolo dunque, esplicita il dovere di informazione attraverso una serie di compiti che l’agente immobiliare deve adempiere al fine di garantire un servizio esaustivo:
– Valutare in modo corretto l’immobile per determinarne il reale valore di mercato– Richiedere al venditore tutte le informazioni riguardanti la casa: planimetria, atto notarile d’acquisto, visure catastali, dotazioni, stato dell’immobile, aspetti condominiali
– Presentare all’acquirente la reale situazione dell’immobile, mostrando eventuali criticità, come quelle condominiali o riguardanti la manutenzione straordinaria
– Palesare all’acquirente la situazione dell’immobile come risulta dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari
– Indicare a tutte le parti coinvolte costi fiscali e notarili
Inoltre, per seguire un’etica professionale immobiliare chiara e limpida, l’agente immobiliare deve garantire la propria assistenza fino alla stipula dell’atto notarile di compravendita. Il mediatore immobiliare sarà responsabile degli eventuali danni arrecati per aver mostrato un immobile con caratteristiche diverse da quelle reali.

La massima scrupolosità nello svolgere il lavoro

Quello di avere la massima prudenza in termini di imparzialità e trasparenza, è un aspetto che dovrebbe essere insito in ogni professionista che lavora nel campo immobiliare. Infatti, è dovere del mediatore immobiliare svolgere il proprio incarico con diligenza e massima scrupolosità sotto ogni punto di vista.
In questo particolare dovere, non rientra quello di verificare presso i registri immobiliari, se l’immobile in questione è pignorato o ipotecato, questo compito è affidato alla figura professionale del notaio. Se si dovesse verificare il caso di inadempimento dell’obbligo di informazione, la parte tenuta al pagamento della provvigione può chiedere il risarcimento dei danni subiti.

La registrazione del preliminare

Per quanto riguarda questo obbligo, spesso sono i contraenti a provvedere alla registrazione del preliminare, ma se essi non lo fanno, è il mediatore immobiliare a dover procedere alla registrazione. Quest’ultimo dovrà richiederla per via telematica, e riguarderà contratti preliminari di compravendita e/o di locazione stipulati con la propria assistenza.
Inoltre, se si presentasse la medesima situazione, anche l’imposta di registro sarà a carico dell’agente immobiliare, in quanto egli ne è responsabile in solido con i contraenti stessi nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Ti abbiamo proposto alcuni suggerimenti per adottare un’etica professionale immobiliare impeccabile, adottando la quale tu possa contribuire in maniera decisiva ad assicurarti un’immagine personale ed aziendale il più professionale possibile

credit to: http://weagentz.com/etica-professionale-immobiliare/

giovedì 26 ottobre 2017

Compravendita

 

Cos’è l’atto di compravendita (o rogito)?

La compravendita di una casa è un contratto con il quale viene trasferita una proprietà immobiliare a fronte di una somma di denaro.
Il contratto di compravendita, normalmente chiamato rogito, viene stipulato dal notaio e il suo contenuto reso pubblico, in quanto deve essere depositato presso l’Agenzia del Territorio (conservatoria dei registri immobiliari).

Le imposte che si applicano alla compravendite immobiliari

La compravendita è soggetta a diversi tipologie di imposte:
  • imposta di registro
  • imposta catastale
  • Imposta ipotecaria
  • IVA
CasaNoi ti offre uno strumento gratuito per il calcolo delle imposte di compravendita.

CHE COS’È IL VALORE CATASTALE?Dal 2006 per le cessioni di immobili abitativi e relative pertinenze (cantina, garage, ecc.) la base imponibile su cui calcolare le imposte corrisponde al valore catastale della casa, che si ottiene richiedendo la visura catastale. Questo valore si calcola sulla rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 se è prima casa, per 120 in tutte le altre ipotesi.

Quali imposte deve pagare l’acquirente privato?

Le imposte che l’acquirente privato deve pagare dipendono da due elementi: il tipo di venditore e se è prima / seconda casa o abitazione di lusso
il venditore può essere:
  1. un venditore privato
    se il venditore è un privato, allora la compravendita non è soggetta a IVA ma è soggetta all’imposta di Registro da calcolare sul valore catastale:
    • per la prima casa, pari al 2% del valore catastale, più le imposte catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari 50€/cad. (totale 100,00€). Complessivamente quindi, il 2% del valore catastale + 100,00€.
    • per la seconda casa o per una casa di lusso l’imposta di registro è pari al 9% del valore catastale, a cui vanno sommate l’imposta catastale pari a 50€/cad. (totale 100,00€).
      Complessivamente quindi, il 9% del valore catastale + 100,00€.
  2. una società di costruzioni o ristrutturazioni che vende un immobile entro 5 anni dalla fine lavori.
    In questo caso la compravendita è soggetta ad IVA da calcolare sul prezzo di compravendita:
    • per la prima casa, l’IVA è pari al 4% del prezzo, più le imposte di registro, catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari a 200€/cad. (totale 600,00€)
    • per la seconda casa, l’IVA è pari al 10% del prezzo, più le imposte di registro, catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari a 200€/cad. (totale 600,00€)
    • per un’abitazione di lusso, l’IVA è pari al 22% del prezzo, più le imposte di registro, catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari a 200€/cad (totale 600,00€)
    • DETRAZIONE DEL 50% DELL’IVA SE SI ACQUISTA UN’ABITAZIONE DI CLASSE ENERGETICA A O B DA UN’ IMPRESA DI COSTRUZIONI

      La Finanziaria 2017 ha confermato l’incentivo fiscale introdotto nella Legge di Stabilità 2016 per favorire l’acquisto di abitazioni di nuova costruzione ad elevata efficienza energetica. Le persone fisiche potranno detrarre dall’Irpef il 50% dell’Iva pagata se acquistano un immobile a destinazione residenziale e di classe energetica A o B da un’impresa costruttrice. L’acquisto dovrà essere fatto entro il entro il 31 dicembre 2017 e la detrazione dovrà essere ripartita in 10 anni. L’agevolazione non fa distinzioni tra acquisto prima o seconda casa. 
      1. una società NON costruttrice o impresa costruttrice che mette in vendita immobili OLTRE 5 anni dalla fine lavori
        In questo caso la Società può optare tra IVA o IMPOSTA DI REGISTRO. L’imposta di Registro si calcola sul Valore Catastale:
        1. per la prima casa, pari al 2% del valore catastale, più le imposte catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari a 50€/cad. (totale 100,00€)
        2. per la seconda casa o per una casa di lusso l’imposta di registro e pari al 9% del valore catastale a cui vanno sommate l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria pari 50€/cad. (totale 100,00€).

          È importante sapere che nelle compravendite…

          Le compravendite soggette ad imposta di registro seguono la regola del prezzo-valore. Nel rogito deve essere indicato l’intero prezzo pattuito e il dettaglio dei pagamenti effettuati (bonifici, assegni, ecc.).
          La tassazione viene applicata non al “prezzo” ma al “valore”. Vengono perseguiti dalla legge tutti coloro che dichiarino un prezzo inferiore a quello pattuito.

          Come versare le imposte per la compravendita

          Le imposte di registro, ipotecaria e catastale vanno pagate direttamente al notaio, che le versa all’Erario al momento della registrazione dell’atto notarile; il notaio svolge quindi la funzione di “sostituto d’imposta”.
          L’IVA, qualora la compravendita ne sia soggetta, va versata direttamente all’impresa costruttrice o ristrutturatrice, la quale è poi responsabile nei confronti dell’Erario.

          Quali requisiti deve avere l’acquirente per usufruire delle agevolazioni “prima casa”

          Per poter usufruire delle agevolazioni “prima casa” l’acquirente deve avere i seguenti requisiti di massima
        3. Non essere in possesso – al momento del rogito – di altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa su tutto il territorio nazionale, oppure possederlo ma a condizione che venga alienato entro un anno dalla data dell’atto (novità introdotta dall’art 55 della Legge stabilità 2016).
          Unica eccezione è quando un comproprietario acquista un’ulteriore quota di proprietà dell’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa.
          L’agevolazione spetta se il possesso dell’immobile è pervenuto a titolo gratuito (come avviene in caso di eredità o donazione).
          L’agevolazione non spetta anche in caso di comproprietà, nuda proprietà, usufrutto, etc. di abitazione acquistata con i benefici prima casa.
        4. Non essere proprietario esclusivo (o in comunione con il coniuge) – al momento del rogito – di altra abitazione situata nello stesso comune in cui è situato l’immobile che sta acquistando (fa eccezione il possesso di abitazione nello stesso comune, acquistata con le agevolazioni, che verrà venduta entro un anno dall’atto).
      2. Avere la residenza nel comune, oppure dichiarare nell’atto di acquisto di voler stabilire entro 18 mesi la residenza nel comune in cui è situato l’immobile che sta acquistando.
        Il requisito della residenza nello stesso comune, viene superato se l’acquisto viene effettuato:
        a) nel comune dove si svolge l’attività
        b) nel comune dove ha sede o esercita l’attività l’impresa da cui dipende, in caso di trasferimento all’estero per ragioni di lavoro
        c) in qualsiasi comune nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero e che l’immobile sia acquisito come prima casa sul territorio italiano.Pertanto l’ottenimento delle agevolazioni “prima casa” non è vincolato al fatto che l’immobile acquistato diventi l’abitazione principale dell’acquirente.
        Può infatti essere acquistata con le agevolazioni “prima casa” anche un’abitazione affittata o da affittarsi dopo l’acquisto.
        L’agevolazione prima casa non riguarda le abitazioni classificate “di lusso”, a prescindere dai requisiti dell’acquirente.
         
      3. Come si fanno i conti? Guarda un esempio nel caso di compravendita soggetta imposta di registro

        Facciamo un esempio su un’abitazione la cui rendita catastale è pari a € 500.
        Rendita catastale rivalutata: 500 euro + 5% = 525 euro
        Agevolazioni prima casa: Valore Fiscale (prima casa): 525 euro x 110 = 57.750 euro Imposte:
        • registro euro 57.750 x2% = euro 1.155,00
        • ipotecaria (fissa) = euro 50
        • catastale (fissa) = euro 50
        totale euro 1.255,00
        Senza agevolazioni prima casa: Valore fiscale (no prima casa): 525 euro x 120 = 63.000 euro Imposte:
        • registro euro 63.000 x 9% = euro 5.670,00
        • ipotecaria euro 50
        • catastale euro 50
        totale euro 5.770,00
  3.  

venerdì 20 ottobre 2017

domande tra colleghi..


oggi su un sito serio/blog di agenti immobiliari un, membro dello staff ha aperta questa discussione:
"Cari mediatori iscritti su xxx, vi è mai capitato di avere avuto una casa presa in acquisizione per più di un anno, un anno e mezzo, sulla gobba?
E se sì, per qual motivo era così invendibile?
Avevate previsto, al momento dell’acquisizione, una difficoltà di commercializzazione così insuperabile?
Al contrario, chi di voi ha venduto un immobile nello stesso giorno nel quale l’aveva acquisito? O, in ogni caso, nel giro di una settimana, dieci giorni? Vi aspettavate questa “bella sorpresa”?
Ad occhio e croce, si posso anticipare e indovinare le seccature e gli inconvenienti che un immobile può dare nella fase di messa in vendita? Oppure, molti di essi, sono imprevedibili e/o sopravvenienti?
Oltre al prezzo troppo alto, qual è, principalmente, l’ostacolo maggiore per vendere una casa?
Credete che in una compravendita immobiliare ci sia un solo treno che passa e che bisogna prendere al volo altrimenti si rimane definitivamente a terra?"

Tutte le risposte sono concordi nel ritenere che la discriminante che tiene fermo a lungo un immobile è il prezzo di acquisizione sbagliato.

Sono d'accordo ma in genere chi vende tende a sopravvalutare il "suo"... ed è difficile far accettare il prezzo di mercato....

venerdì 1 settembre 2017

Cos'è l A.P.E.?

Cos’e l’A.P.E.?

 
.Fac-simile di APE
 
l' A.P.E. (prima delle modifiche del decreto 63/2013 veniva chiamato A.C.E.) è il documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di un abitazione o di un appartamento. E' uno strumento di controllo che sintetizza con una scala da A4 a G (scala di 10 lettere) le prestazioni energetiche degli edifici. Al momento dell' acquisto o della locazione di un immobile, oltre ad essere obbligatorio, è utile per informare sul consumo energetico e chiarire sul reale valore degli edifici ad alto risparmio energetico. L' Attestato di Prestazione Energetica (APE) non va confuso con l' Attestato di Qualificazione Energetica (AQE).

Quando va fatta la certificazione?

 L'APE va realizzato dal 1° Luglio 2009 in caso di compravendita di immobili e dal 1° Luglio 2010 in caso di locazione. Dal Gennaio 2012 negli annunci innobiliari vanno inseriti gli indici di prestazione energetica (valore in kwh/mq anno). Inoltre l'APE è tra i documenti utili ad ottenere il certificato di agibilità di un edificio.
Con la Legge 90/2013 è stato ulteriormente chiarito quando bisogna redigere l'Attestato, approfondisci su questa pagina tutti i casi in cui è obbligatorio fare l'attestato energetico
La validità di un APE è, nella maggior parte dei casi, 10 anni

Chi redige l'APE?

L'APE viene redatto da un "soggetto accreditato" chiamato certificatore energetico che ha competenze specifiche in materia di efficienza energetica applicata agli edifici. La formazione, la supervisione e l'accreditamento dei professionisti viene gestita dalle Regioni con apposite leggi locali. Circa la metà delle Regioni italiane ancora non hanno adottato delle normative proprie, in questo caso la legge vigente è quella nazionale (D.Lgs. 192/05)
Il certificatore energetico è solitamente un tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti come l'architetto, l'ingegnere ed il geometra. Il certificatore può essere considerata una nuova professione, vedi come diventare certificatore energetico
Il certificatore ha delle responsabilità civili e penali molto importanti

Come viene redatto?

Con l'ausilio di specifici software viene effettuata una analisi energetica dell'immobile, valutate le caratteristiche delle murature e degli infissi, le caratteristiche geometriche dell'immobile, la produzione di acqua calda, il raffrescamento ed il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto, eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile. In seguito il Certificatore elabora i calcoli, compila il documento e rilascia la targa energetica che sintetizza le caratteristiche energetiche dell'immobile. L' APE va conservato con il libretto della caldaia e consegnato al nuovo proprietario o al locatario
Il sopralluogo nell'immobile è obbligatorio

Quanto costa un APE?

Il costo di un certificato, come per altri servizi professionali, non è soggetto a tariffazione minima. Il prezzo di una certificazione energetica per un appartamento varia in media tra i 150€ ed i 250€ a seconda della città e delle caratteristiche dell'unità immobiliare. Per immobili diversi dagli appartamenti come ville, case a schiera, negozi, uffici, etc il costo è più alto
I consigli per ottenere un buon servizio (ed evitare truffe) ad un costo onesto sono:
  • Chiedere più preventivi valutando l'affidabilità del certificatore
  • Assicurarsi che nel preventivo siano compresi IVA, costi di spedizione, spese ed altri costi aggiuntivi
  • Diffidare da prezzi eccessivamente bassi
  • Diffidare da coloro che non effettuano il sopralluogo obbligatorio
  • Diffidare da intermedari che propongono un proprio tecnico ad un prezzo eccessivo

Perché fare il certificato energetico?

L'APE è, come detto precedentemente, obbligatorio per legge. Le sue principali finalità sono:
  1. Strumento per valutare la convenienza economica dell'acquisto e della locazione di un immobile in relazione ai consumi energetici
  2. Strumento per consigliare degli interventi di riqualificazione energetica efficaci
Nonostante, per le costruzioni esistenti possa sembrare una mera pratica burocratica, l' APE è un documento che comporterà notevoli vantaggi nei prossimi anni. In particolare ci sarà:
  • Aumento del valore degli immobili caratterizzati da consumi energetici bassi al momento della vendita o dell'affitto
  • Incentivazione alla costruzione di edifici ad alto rendimento energetico e ristrutturazioni energetiche con evidenti miglioramenti del livello di inquinamento da anidiride carbonica CO2