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sabato 29 agosto 2026

Il sottile confine tra vendere casa e difendere un ricordo: la verità che pochi osano raccontare

 



C'è una verità che nel mondo immobiliare spesso non si dice.
Non lo si fa per cattiveria, ma per rispetto verso chi sta facendo una scelta importante, come vendere la propria casa.
Tuttavia, se questa verità venisse detta al momento giusto e con il dovuto tatto, si potrebbero evitare mesi di lunga attesa, trattative fallite e delusioni che non dipendono davvero dall'andamento del mercato. La verità è che, spesso, il primo ostacolo involontario al buon risultato di una vendita è il venditore stesso. Succede senza volerlo.
Affidare al mercato la casa in cui si è vissuti porta con sé ricordi, aspettative ed emozioni. In questo momento il percorso diventa difficile.
L'autosabotaggio può avere la meglio con piccoli e ripetuti errori. I passi falsi del "fai-da-te" emotivo: capita così che il prezzo venga fissato sul bisogno personale, la casa da ricomprare, il mutuo da chiudere o i ricordi di una vecchia ristrutturazione, invece che su un'attenta valutazione dei dati.
Ma il mercato è un ecosistema oggettivo.
Un immobile sopravvalutato finisce per restare a lungo sui portali, accumula visibilità negativa e alla fine si vende a molto meno di quanto avrebbe ottenuto con la giusta valutazione iniziale. A volte si vuole essere presenti a ogni visita: non ci si rende conto che la presenza attenta del proprietario frena l’acquirente.
Questo gli impedisce di muoversi con libertà e di immaginare la propria vita in quegli spazi. Oppure si commenta ogni osservazione e si risponde subito in modo difensivo.
Così, senza volerlo, si dà un vantaggio nella trattativa all’altra persona. Si crede, sbagliando, che sia meglio rifiutare sempre la prima offerta e così si rischia di perdere l'acquirente più interessato.
Si fanno confronti pericolosi con la casa del vicino, senza pensare che ogni immobile è unico per esposizione, piano e periodo storico.
Inoltre, spesso si trascura come si presenta la casa, senza considerare che la prima impressione, sia online sia dal vivo, pesa sul valore percepito quanto la metratura. Infine, c'è il rischio di cambiare gli accordi dopo che la proposta è stata accettata. Si rischia anche di non farsi trovare quando servono risposte veloci. Oppure si possono coinvolgere troppe agenzie, creando solo l'impressione di essere più visibili. Questo porta solo a messaggi confusi e a una perdita di forza nelle vendite. La svolta: perché la guida di un Agente Immobiliare qualificato fa la differenza Nessuno di questi errori nasce da una cattiva intenzione. Succedono perché vendere casa è un’esperienza emotivamente complessa. All'inizio sembra più semplice di quello che poi si scopre nella realtà. Qui si vede davvero quanto sia importante un Agente Immobiliare qualificato. Scegliere un professionista esperto non vuol dire solo "mettere un cartello alla finestra" o lasciare ad altri la gestione della burocrazia. Vuol dire avere una protezione in più che aiuta a trasformare i problemi in occasioni. Obiettività e Stima di Mercato: Un AI qualificato esamina i transati reali. Questo libera il prezzo da influenze emotive e posiziona l'immobile al suo massimo valore possibile. Mediazione e Libertà di Trattativa: L'agente riceve i potenziali acquirenti e crea un ambiente che li aiuta ad apprezzare la casa. Gestisce ogni obiezione con imparzialità e sicurezza. Tutela Documentale e Relazionale: Dal controllo urbanistico alla gestione dei tempi di risposta, fino alla fermezza nel rispettare gli accordi presi, il professionista evita ogni stress. Impedisce che la trattativa si blocchi per dettagli formali. Unicità di Strategia: Con un piano di marketing pensato solo per questo immobile, lo presentiamo nel modo migliore. Così ne manteniamo il valore e evitiamo la svalutazione che capita con gli annunci doppi. Un buon agente immobiliare non è solo chi trova il compratore giusto. È la guida esperta che aiuta il venditore a non perdere l'opportunità che ha già in mano. Garantisce un percorso semplice, sicuro e senza sorprese.

sabato 8 agosto 2026

 



La checklist dei documenti per vendere casa (senza perdere la testa e la vendita)

Succede quasi sempre così. Un giorno guardi il soggiorno di casa tua, quello dove hai festeggiato compleanni, accumulato ricordi e stipato oggetti di cui avevi dimenticato l'esistenza, e pensi: “Ok, è il momento. Vendiamo”.

Ne parli in famiglia, fai un paio di foto col telefono (cercando di evitare l’inquadratura con il calzino spaiato sul divano), metti l'annuncio o parli con un agente immobiliare,(ecco io sono qui proprio per lavorare insieme !!) e ti prepari al gran finale. Ti immagini già al rogito, con un sorriso a trentadue denti e la penna in mano ready per il brindisi.

Poi, però, arriva la realtà. E la realtà, nel mondo immobiliare, non ha il volto sorridente di un acquirente innamorato del tuo parquet, ma le sembianze di una cartelletta di plastica trasparente che non trovi più dal 2012.

Perché la verità è questa: vendere casa è un atto d’amore, ma è anche un corpo a corpo con la burocrazia. E se non vuoi che il tuo sogno di vendita si sgonfi come un soufflé dimenticato nel forno proprio un secondo prima di firmare, c’è una sola cosa da fare: preparare le carte prima ancora di mettere il cartello “Vendesi”.

Incontriamoci per procedere insieme e permettermi di eliminare stress da un processo non così semplice come potrebbe sembrare in teoria

Ecco la checklist essenziale per salvaguardare il tuo fegato e la tua trattativa.

1. Chi sei (e se puoi farlo davvero)

Sembra banale, vero? “Certo che so chi sono!”. Ma la burocrazia vuole le prove. Servono i tuoi documenti d’identità validi e il codice fiscale. Piccolo promemoria salva-vita: assicurati che i documenti siano in formato elettronico e perfettamente aggiornati, perché le vecchie carte d'identità cartacee sono ormai un ricordo del passato anche nelle pratiche private. Se ci sono più proprietari o se la casa arriva da un'eredità, serviranno anche gli atti relativi (come la dichiarazione di successione).

2. L’Atto di Provenienza (ovvero: come quella casa è diventata tua)

È la "carta d’identità" della tua proprietà. È il rogito con cui l’hai acquistata a sua volta, oppure l’atto di donazione o la successione. L’acquirente (e soprattutto la sua banca, se deve concedere un mutuo) vuole essere sicuro al 100% che tu sia il legittimo proprietario e che non ci siano sorprese sul titolo di proprietà.

3. Planimetria e Visura Catastale (le mappe del tesoro)

La planimetria catastale è il disegno della tua casa registrato all'Agenzia delle Entrate. Qui c'è la trappola classica: hai spostato quel tramezzo nel 2015 per allargare il bagno? Hai trasformato quel ripostiglio in una cabina armadio? Se la mappa al catasto non rispecchia esattamente lo stato di fatto attuale dell'immobile, la vendita si blocca. Prima di mostrare la casa, fai un controllo visivo: ciò che vedi sulle pareti deve essere identico a ciò che sta sulla carta.

4. Titoli Edilizi e Conformità Urbanistica (il vero scoglio)

Se il Catasto descrive la casa a fini fiscali, il Comune conserva la sua storia edilizia. Servono il permesso di costruire, la licenza edilizia originale (se la casa ha qualche anno sulle spalle) ed eventuali pratiche successive (CILA, SCIA, condoni). La casa deve essere "urbanisticamente regolare". Un piccolo abuso mai sanato può trasformarsi in un incubo alla vigilia dell'atto. Il costo per sanare difformità, di cui neppure conosci l'esistenza, (nel vendere casa della mia mamma, acquistata dai miei genitori in costruzione, ho dovuto sanare una finestra mai realizzata come se l'avessi chiusa io!!!) deve essere noto prima di accettare un'offerta per poterla valutare in serenità!

5. L'APE: Attestato di Prestazione Energetica (la pagella della casa)

È il documento che dice se la tua casa è una stufa super-efficiente di classe A o se disperde calore come un colino da tè. È obbligatorio non solo per il rogito, ma già per pubblicare l'annuncio di vendita. Viene redatto da un tecnico abilitato ed è valido 10 anni (a patto che non si facciano lavori che cambino le prestazioni energetiche).

6. Vita condominiale (se vivi in un palazzo)

Se la casa si trova in un condominio, l'acquirente vorrà giustamente sapere a quanto ammontano le spese ordinarie e se ci sono lavori straordinari delibera in vista (tipo il rifacimento della facciata o del tetto). Servono:

  • L'ultimo verbale di assemblea.

  • Il regolamento di condominio.

  • La lettera dell'amministratore che attesti che sei in regola con i pagamenti (questa ti servirà proprio a ridosso del rogito).

7. Certificati degli impianti (per dormire sogni tranquilli)

La dichiarazione di conformità degli impianti (elettrico, gas, riscaldamento). Se la casa è di recente costruzione o hai fatto ristrutturazioni di recente, recupera i certificati rilasciati dagli installatori. Se gli impianti sono datati, la legge permette di venderla anche senza conformità, ma va specificato chiaramente nell'accordo per evitare contenziosi futuri.

Il consiglio finale (da amico, prima che da addetto ai lavori)

Vendere casa è un viaggio emozionante, ma farlo senza i documenti in ordine è come partire per un viaggio di notte a fari spenti: prima o poi ci si imbatte in un ostacolo.

Non aspettare di avere l'offerta in mano per iniziare a cercare i fogli nei cassetti. Raduna tutto adesso, spunta questa checklist e concediti il lusso di vivere la vendita per quello che dev'essere: un nuovo inizio, senza ansie burocratiche.

L' IA ha partecipato alla stesura di questo post, ma io ho interagito in maniera attiva!

martedì 3 luglio 2018

acquisto nuda proprietà . N° 2 : Spese

Se ci si chiede, in caso di usufrutto, chi paga le spese e le tasse la risposta è che l’Imu, la Tari e la Tasi spettano all’usufruttuario, mentre le spese sono a carico del nudo proprietario se sono straordinarie, mentre sono a carico dell’usufruttuario se sono spese relative a lavori di ordinaria manutenzione.

Imu, Tasi e Tari spettano all’usufruttuario

Se, quindi, i lavori eseguiti sull’immobile concesso in usufrutto siano stati effettivamente lavori di riparazione straordinaria o di manutenzione straordinaria, le relative spese spettano al nudo proprietario al quale, però, l’usufruttuario dovrà corrispondere, durante l’usufrutto, l’interesse sulle somme sostenute per le riparazioni straordinarie.
La legge  chiarisce che sono riparazioni straordinarie quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte, la sostituzione delle travi, il rinnovamento, per intero o per una parte notevole, dei tetti, dei solai, scale, acquedotti e muri di sostegno.
In un caso, però, le spese straordinarie toccheranno all’usufruttuario: è il caso in cui i lavori per le opere di manutenzione e riparazione straordinaria si siano resi necessari in conseguenza dell’incuria dell’usufruttuario nella manutenzione ordinaria che gli spetta.

Le spese straordinarie spettano al nudo proprietario

Le spese per la manutenzione ordinaria spettano all’usufruttuario

martedì 28 novembre 2017

Etica professionale...

Etica professionale per agenti immobiliari: perché vale la pena parlarne?

L’etica professionale immobiliare è una tematica cruciale per ogni mediatore, fin troppe volte data per scontato. La poca consapevolezza degli effetti delle proprie valutazioni sulle dinamiche di mercato, unita ad un’etica professionale non chiara, hanno giocato un ruolo chiave all’interno della crisi economica.

Non si tratta di errori commessi, ma soprattutto di mancanze e inadempienze. I tempi della “semplice vendita” oramai sono solo un vecchio ricordo. Il cliente è cambiato. Le persone oggi, soprattutto quelle che acquistano, amano essere rispettate dal mediatore ed hanno bisogno di un sostegno qualificato, che solo i consulenti immobiliari che credono nel valore dell’etica professionale possono offrire.

 

Etica professionale immobiliare: i 5 valori principali

Il ruolo principale dei mediatori immobiliari è garantire la massima imparzialità, grazie anche al buon senso. Questi, infatti, devono essere i garanti del “perfetto bilanciamento” tra chi compra e chi acquista. Ciò significa tutelare l’interesse di entrambe le parti protagoniste, avendo anche il coraggio di dire no ad alcune richieste che potrebbero minacciare la  reputazione aziendale ed il mercato.
Ecco perché vale sicuramente la pena rispolverare il valore dell’etica professionale immobiliare!

Il valore della neutralità nel campo immobiliare

Il mediatore immobiliare che rispetta l’etica professionale non è legato a nessuna delle parti coinvolte. Questo, si occupa di condurre le trattative tra le parti, favorendo la conclusione del contratto, ma senza favorire né l’una né l’altra parte. Per questa condizione di terzietà, il contratto di mediazione si distingue da quelli di:
– Mandato
– Procacciamento d’affari
Nel contratto di mandato, il soggetto agisce per delega ed in rappresentanza di una persona. Di contro, nel contratto di procacciamento di affari, il procacciatore raccoglie ordinazioni e le invia al soggetto che gli ha conferito l’incarico, senza però avere un vincolo stabile con gli altri soggetti coinvolti.
Inoltre, il mediatore immobiliare deve svolgere il proprio incarico rimanendo totalmente  indipendente e neutrale rispetto ai contraenti, ciò significa che è obbligato a comunicare eventuali situazioni che lo pongono in possibili conflitti di interesse.

I requisiti morali (e non solo) da possedere

Per poter esercitare l’attività professionale, ogni mediatore immobiliare deve essere in possesso di diversi requisiti morali e professionali, come superare un esame, all’esito del quale richiedere l’iscrizione nel Registro delle Imprese e nel R.E.A. (Repertorio Economico Amministrativo) a seconda della forma dell’attività, societaria o individuale. Tutto ciò dovrà essere presentato presso la Camera di Commercio del luogo di competenza, per sede o residenza.
Successivamente, l’agente immobiliare deve esibire la segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. Qualora il mediatore non fosse iscritto nel Registro delle Imprese o nel REA, oltre a non poter richiedere la provvigione, sarà soggetto ad ingenti sanzioni amministrative: dai 7.500 ai 15 mila euro. Se queste multe verranno inflitte 3 volte consecutivamente, si trasformeranno in sanzioni penali.
Un altro requisito che ogni agente immobiliare deve necessariamente avere è l’assicurazione sulla responsabilità civile per negligenze o errori professionali. Questa ha lo scopo di coprire i rischi professionali e tutelare i clienti da comportamenti non etici ed errori commessi durante la mediazione.

Il dovere di informazione dell’agente immobiliare

L’articolo 1759 del Codice Civile afferma che è responsabilità dell’agente immobiliare esporre alle parti coinvolte, circostanze rilevanti a lui note o conoscibili attraverso il criterio della media diligenza professionale.
Questo articolo dunque, esplicita il dovere di informazione attraverso una serie di compiti che l’agente immobiliare deve adempiere al fine di garantire un servizio esaustivo:
– Valutare in modo corretto l’immobile per determinarne il reale valore di mercato– Richiedere al venditore tutte le informazioni riguardanti la casa: planimetria, atto notarile d’acquisto, visure catastali, dotazioni, stato dell’immobile, aspetti condominiali
– Presentare all’acquirente la reale situazione dell’immobile, mostrando eventuali criticità, come quelle condominiali o riguardanti la manutenzione straordinaria
– Palesare all’acquirente la situazione dell’immobile come risulta dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari
– Indicare a tutte le parti coinvolte costi fiscali e notarili
Inoltre, per seguire un’etica professionale immobiliare chiara e limpida, l’agente immobiliare deve garantire la propria assistenza fino alla stipula dell’atto notarile di compravendita. Il mediatore immobiliare sarà responsabile degli eventuali danni arrecati per aver mostrato un immobile con caratteristiche diverse da quelle reali.

La massima scrupolosità nello svolgere il lavoro

Quello di avere la massima prudenza in termini di imparzialità e trasparenza, è un aspetto che dovrebbe essere insito in ogni professionista che lavora nel campo immobiliare. Infatti, è dovere del mediatore immobiliare svolgere il proprio incarico con diligenza e massima scrupolosità sotto ogni punto di vista.
In questo particolare dovere, non rientra quello di verificare presso i registri immobiliari, se l’immobile in questione è pignorato o ipotecato, questo compito è affidato alla figura professionale del notaio. Se si dovesse verificare il caso di inadempimento dell’obbligo di informazione, la parte tenuta al pagamento della provvigione può chiedere il risarcimento dei danni subiti.

La registrazione del preliminare

Per quanto riguarda questo obbligo, spesso sono i contraenti a provvedere alla registrazione del preliminare, ma se essi non lo fanno, è il mediatore immobiliare a dover procedere alla registrazione. Quest’ultimo dovrà richiederla per via telematica, e riguarderà contratti preliminari di compravendita e/o di locazione stipulati con la propria assistenza.
Inoltre, se si presentasse la medesima situazione, anche l’imposta di registro sarà a carico dell’agente immobiliare, in quanto egli ne è responsabile in solido con i contraenti stessi nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Ti abbiamo proposto alcuni suggerimenti per adottare un’etica professionale immobiliare impeccabile, adottando la quale tu possa contribuire in maniera decisiva ad assicurarti un’immagine personale ed aziendale il più professionale possibile

credit to: http://weagentz.com/etica-professionale-immobiliare/

venerdì 20 ottobre 2017

domande tra colleghi..


oggi su un sito serio/blog di agenti immobiliari un, membro dello staff ha aperta questa discussione:
"Cari mediatori iscritti su xxx, vi è mai capitato di avere avuto una casa presa in acquisizione per più di un anno, un anno e mezzo, sulla gobba?
E se sì, per qual motivo era così invendibile?
Avevate previsto, al momento dell’acquisizione, una difficoltà di commercializzazione così insuperabile?
Al contrario, chi di voi ha venduto un immobile nello stesso giorno nel quale l’aveva acquisito? O, in ogni caso, nel giro di una settimana, dieci giorni? Vi aspettavate questa “bella sorpresa”?
Ad occhio e croce, si posso anticipare e indovinare le seccature e gli inconvenienti che un immobile può dare nella fase di messa in vendita? Oppure, molti di essi, sono imprevedibili e/o sopravvenienti?
Oltre al prezzo troppo alto, qual è, principalmente, l’ostacolo maggiore per vendere una casa?
Credete che in una compravendita immobiliare ci sia un solo treno che passa e che bisogna prendere al volo altrimenti si rimane definitivamente a terra?"

Tutte le risposte sono concordi nel ritenere che la discriminante che tiene fermo a lungo un immobile è il prezzo di acquisizione sbagliato.

Sono d'accordo ma in genere chi vende tende a sopravvalutare il "suo"... ed è difficile far accettare il prezzo di mercato....

venerdì 11 agosto 2017

Ebbene sì ... Ogni casa in vendita è degna di staging.


 
 
 
Gli stagers domestici sono abituati ad ascoltare un agente o un venditore dire che quando il stagehome vale solo $ x.00 dollari e probabilmente non vale la pena di fare staging. (staging è l'insieme di interventi che permettono di presentare al meglio un immobile da vendere)
Quello è un po'come dire che hai visto una banconota  da € 10 sul marciapiede, ma non valeva la pena raccoglierla.
Nessuno vuole buttare via i soldi, ma è quello che stai facendo se non fai ogni tentativo di proporre la tua casa nella migliore condizione possibile prima di venderla.
un appartamento da vendere sui 300.000,00 €, una villa da 1.000.000,00 di € o un rustico da 100000,00 €..

Cosa hanno tutti in comune?

I proprietari desiderano vengano venduti al prezzo migliore e in un tempo relativamente breve, e avevano un budget limitato per farlo.

A volte occorre investire un minio per avere un grande ritorno....


Quindi, mentre non esiste un prezzo minimo di listino, esistono alcune considerazioni di base valide sempre:
 
1. Il massimo impegno a fare quello che devono fare per venderlo.


2.Lo sforzo massimo per eliminare oggetti che stanno "mangiando lo spazio".


3. Massimo impegno nel  pulire sotto, oltre, in cima e in giro ogni centimetro della loro casa.


4.Metterein preventivo  una spesa (minima) che permetterà di aggiornare e riparare gli elementi suggeriti.


5.Soprattutto sforzarsi al meglio  per ascoltare ciò che il loro agente raccomanda.



Ogni casa merita di essere presentata nella sua migliore luce, indipendentemente dal suo prezzo di listino

http://activerain.com/blogsview/5096617/well-yes---every-house-for-sale-is-worthy-of-staging-
Well Yes...Every House for Sale is Worthy of Staging.                 
By
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