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martedì 7 luglio 2026

 Il Regime della Cedolare Secca: Quadro Generale e Funzionamento  



La cedolare secca è un regime fiscale opzionale. Si basa su un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi (IRPEF e aggiuntive) applicabile ai redditi da locazione di immobili ad uso abitativo.

Scegliendo questo regime, il locatore applica un'aliquota fissa sul canone di locazione. 

In questo modo, l'importo non si somma agli altri redditi imponibili per la progressione degli scaglioni IRPEF.

I Vantaggi Principali per il Locatore  

Pianificazione Fiscale: Permette di calcolare con precisione e in anticipo il carico fiscale sui canoni percepiti.

Esenzioni Fiscali: Esonera le parti dal pagamento dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo, normalmente dovute per la registrazione, la proroga e la risoluzione del contratto di locazione.

                                  Ambito di Applicazione e Requisiti Soggettivi  

L'accesso a questo regime richiede il rispetto di requisiti soggettivi e oggettivi:

Soggetti Ammessi: L'opzione è riservata solo alle persone fisiche che possiedono il diritto di proprietà o un altro diritto reale sull'immobile. Esse non devono agire nell'ambito di attività d'impresa, arti o professioni.

Ambito Oggettivo: Il regime si applica agli immobili destinati a uso abitativo classificati nelle categorie catastali da A/1 a A/11, con esclusione della categoria A/10 (uffici e studi privati) e delle relative pertinenze.

Locazioni Brevi: È importante notare che questo regime si estende anche alle locazioni brevi (di durata inferiore a 30 giorni), in presenza di specifiche deroghe e norme recenti per gestire più unità immobiliari o in forma strutturata.

Gli Effetti sul Conduttore e la Rinuncia agli Adeguamenti  

L'adozione della cedolare secca porta un vantaggio diretto anche per il conduttore (inquilino).

Nota di Vincolo Contrattuale: Se il locatore esercita l'opzione, deve rinunciare all'aggiornamento del canone, inclusa la variazione stabilita dall'ISTAT per l'intera durata dell'opzione. Qualsiasi clausola di adeguamento nel contratto originale è quindi sospesa e non ha effetto durante il periodo di applicazione del regime sostitutivo.

sabato 26 luglio 2025

Contratti di locazione: informazioni

 


Oggi Wikicasa, un portale per agenti immobiliari, presenta un articolo riferito alle locazioni e ritengo interessante riproporlo perché spesso, noi del settore, diamo per scontate tante informazioni che non sempre sono di pubblica conoscenza.  

Ecco perché vi invito ad aprire questo link :


bit.ly/4kZN5uv

martedì 22 ottobre 2024

Cittadino brasiliano, residente in Portogallo:un caso di locazione a Sanremo

 



Un signore mi contatta per affittare fino ad aprile un appartamento. 

Ha passaporto brasiliano, la residenza in Portogallo, una carta identità italiana. 
Chiedo all ufficio che mi registra i contratti se devo fare comunicazione in Polizia. 
Bella domanda! È la risposta! 
Chiedo informazione agli uffici preposti:"non lo so, mandi una mail" la risposta ottenuta. 
Risolverò intesta do alla moglie che, di nazionalità brasiliana, ha acquisito cittadinanza e passaporto italiano. 

Nel dubbio io la comunicazione di ospitalità a cittadino straniero la farò comunque, ma mi stupisce la nebulosità delle informazioni disponibili... Lo

Contratto di locazione stranieri comunitari  

I contratti di affitto a stranieri comunitari seguono le stesse regole e procedure dei contratti sottoscritti con conduttori italiani.  

A tal proposito, si precisa che i contratti di locazione ad uso abitativo devono essere a forma scritta, a pena di nullità.  

Inoltre, devono contenere i seguenti elementi obbligatori:  

  • Data di stipula del contratto;  
  • Generalità della parte locatrice e della parte conduttrice;  
  • Descrizione dell’immobile; 
  • Durata della locazione; 
  • Importo del canone e modalità di versamento. 

All’interno del contratto, può essere definito l’importo del deposito cauzionale – ovvero la somma di denaro che la parte locatrice richiede al conduttore come garanzia contro eventuali danni arrecati nell’appartamento. Tale importo, per legge, non può essere superiore a 3 mensilità del canone e deve essere restituito, al termine della locazione, a meno che il conduttore non abbia arrecato danni alla cosa locata.  

Affitto a stranieri: contratti ad uso transitorio 

Infine, in taluni casi è possibile stipulare contratti ad uso transitorio. Tali contratti hanno durata non superiore ai 18 mesi e possono essere stipulati solo in presenza di specifiche necessità transitorie del proprietario o dell’inquilino.

Tali necessità vanno esplicitate nel contratto e supportate da idonea documentazione. Di seguito forniamo degli esempi di tali necessità.

Da parte del locatore:

  • la futura prospettiva di vendita dell’immobile locato; oppure
  • la necessità di utilizzare l’immobile per esigenze abitative proprie o di un familiare;
  • oppure per lavori di ristrutturazione già preventivati. 

Da parte del conduttore:

  • per esigenze lavorative; oppure
  • per assistenza a un proprio familiare; oppure
  • per acquisto, assegnazione o locazione di un’abitazione che si renda disponibile entro il periodo di durata del contratto; oppure
  • per ristrutturazione della propria abituale residenza.  

Affitto a stranieri senza codice fiscale

Spesso ci si chiede come sia possibile, per un cittadino non residente in territorio italiano e sprovvisto del codice fiscale, poter affittare un immobile in Italia. 

A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti con la risoluzione numero 5/E del 14 febbraio 2023.  

L’Agenzia ha chiarito infatti che l’obbligo di indicazione del codice fiscale dei soggetti non residenti in Italia – nei casi in cui esso non risulti già a loro attribuito – si intende adempiuto con l’indicazione dei seguenti dati: 

  1. Per le persone fisiche: nome e cognome, data e luogo di nascita, domicilio estero; 
  1. Per i soggetti non persone fisiche: la denominazione, la ragione sociale dell’azienda e la sede legale. Si specifica inoltre che le società, associazioni o altre entità senza personalità giuridica dovranno inoltre indicare gli elementi di cui al punto 1 per almeno uno dei rappresentanti legali. 

Di conseguenza, nelle richieste di registrazione dei contratti di locazione per i casi in oggetto, non è obbligatorio indicare il codice fiscale della parte conduttrice

sabato 25 aprile 2020

Affitti brevi, case vacanza, in periodo Covid-19

Prendendo spunto da un articolo che riportava un'intervista ad una collega di Bologna, faccio mie le sue considerazioni:

Molte persone hanno acquistato immobili da mettere a reddito, rivolgendosi a tutta quella platea di persone che preferisce abitare in un appartamento anziché in Hotel o Pensione quando progetta un soggiorno in città diverse da quelle di residenza.

Il Coronavirus ha causato fortissime perdite per gli affitti BREVI,  questo lo avrà constatato personalmente chiunque abbia fatto la scelta "compro casa e la metto sul mercato vacanze"!

Il panorama attuale è critico e il Covid-19 è entrato prepotentemente nelle nostre vite, rivoluzionandole.

Il mercato immobiliare non fa eccezione e il primo comparto a risentirne è stato proprio quello degli immobili locati con finalità turistiche. L’impazzare delle cancellazioni e il calo delle presenze hanno, di fatto, annullato le rendite.
 E la questione non si riduce ad un semplice mancato guadagno perché, per alcuni proprietari, un immobile proposto come affitto breve costituisce la principale fonte di reddito e, proprio per questo, spesso è gestito direttamente per contenere i costi e massimizzare il guadagno.

Ai tempi del Coronavirus volgere l'attenzione su contratti transitori o residenziali  offre una possibilità di rifugio concreta per i proprietari di immobili.
La nostra città, negli ultimi anni, ha visto infatti un fortissimo aumento delle presenze turistiche seguito da un vero e proprio “boom” del mercato delle locazioni brevi.
Di conseguenza l’offerta degli appartamenti in affitto ne ha risentito pesantemente, tanto da mettere in difficoltà moltissime persone che invece avevano e hanno bisogno di una casa per un periodo medio-lungo.

La pandemia ha letteralmente paralizzato gli affitti turistici e la prospettiva, almeno per i prossimi mesi, non pare destinata a cambiare sia guardando al traffico turistico nostrano sia a quello straniero.

Il punto è proprio questo: al momento chiunque abbia necessità di avere un’abitazione a Sanremo, per motivi diversi da quelli turistici, continua a cercare casa.

E a cercarla sono in molti, qualcuno da tanto tempo.

Nonostante il Coronavirus  il mercato delle locazioni offre una possibilità e, presumibilmente, continuerà ad offrirla. La richiesta di contratti a medio o lungo periodo subirà una flessione ma, verosimilmente, basandosi su esigenze inderogabili, difficilmente si annullerà come è accaduto per gli affitti brevi, (io, come i colleghi, ricevo quotidianamente numerose richieste..)

Convertire temporaneamente un immobile destinato agli affitti brevi è quindi possibile grazie a forme contrattuali che si rivolgono a lavoratori o famiglie con durata a partire da qualche settimana fino a 18 mesi: va sottolineato che anche per queste tipologie di contratto è possibile godere del regime fiscale agevolato.

Ecco spiegato perché, con questa soluzione tampone, tu potresti continuare a ricavarne una rendita nonostante il periodo particolare.

Per una consulenza personalizzata sull'argomento non esitare a contattarmi.