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lunedì 1 settembre 2025

Testimonianza: Cercare casa a Sanremo, la nostra avventura




Una storia che mi riempie di gioia e soddisfazione


Cercare casa a Sanremo: la nostra avventura

Trasferirsi in una nuova città è sempre un passo importante, ma farlo scegliendo Sanremo come meta ci sembrava quasi un sogno. 

Io e Laura avevamo deciso di lasciare Torino: io potevo continuare a lavorare da remoto come grafico, lei aveva appena ottenuto un incarico in una scuola della Riviera dei Fiori. 

L’idea era chiara: volevamo comprare un piccolo appartamento che fosse davvero nostro, luminoso, con un balcone e — perché no — una vista sul mare.

L’entusiasmo… e i primi ostacoli

Come spesso accade, i primi tempi erano pieni di entusiasmo. Passavamo ore davanti agli annunci online, immaginandoci già al tramonto con un bicchiere di vino in mano e il mare a fare da sfondo. 

Ma la realtà si è fatta sentire molto presto.

Le foto degli appartamenti raramente rispecchiavano ciò che trovavamo nelle visite: cucine vecchie, bagni da rifare, palazzi trascurati. Alcuni annunci parlavano di “due passi dal mare”, ma si trattava in realtà di strade ripide e tutt’altro che comode.

Poi c’era il problema del budget: con i nostri risparmi e un mutuo potevamo arrivare a 220.000 €, ma spesso le case che ci piacevano superavano i 250.000 €. Quelle più economiche, invece, nascondevano spese condominiali pesanti per lavori straordinari già approvati.

La delusione che ci ha fatto vacillare

Un appartamento in zona Foce sembrava perfetto. Due camere, un piccolo balcone, prezzo trattabile. Ci eravamo quasi convinti. Ma presto sono emerse le complicazioni: documentazione incompleta, un proprietario anziano che gestiva tutto a distanza tramite un nipote poco disponibile, e soprattutto un verbale condominiale che riportava lavori di facciata da oltre 20.000 €. Una doccia fredda.

In quel momento, per la prima volta, abbiamo davvero pensato di rinunciare.

L’incontro che ha cambiato tutto

Ed è qui che è entrata in gioco Maria Teresa, un’agente immobiliare del posto.
Non dimenticheremo mai il primo incontro: con estrema chiarezza ci ha spiegato le difficoltà reali del mercato sanremese. 

Non cercava di venderci illusioni, ma di prepararci ad affrontare la realtà.

Paradossalmente, è stata proprio questa sincerità a ridarci fiducia. 

Maria Teresa ci ha guidati con competenza: controllava la documentazione degli immobili, ci aiutava a leggere i verbali condominiali, ci indicava a quali spese fare attenzione, e ci ha anche messo in contatto con consulenti per il mutuo.

La cosa più preziosa, però, è stata un’altra: ci ha aiutati a capire cosa contava davvero per noi.
Non era la centralità a tutti i costi, né la vicinanza immediata alla spiaggia. 

Quello che volevamo davvero era una casa sana, sicura, con spese gestibili e senza brutte sorprese.

La casa giusta

E così, con il suo supporto, abbiamo trovato il nostro appartamento sulle alture di Sanremo. 

Non è “a due passi dal mare”, ma è luminoso, ha una vista panoramica che toglie il fiato e ci regala ogni sera tramonti spettacolari. 

I documenti erano tutti in ordine, la trattativa è stata trasparente e serena, e finalmente ci siamo sentiti al posto giusto.

La lezione imparata

Oggi sappiamo che senza Maria Teresa non avremmo mai raggiunto il nostro obiettivo. Cercare casa a Sanremo non è facile: i prezzi, la burocrazia, la concorrenza sono ostacoli reali. 

Ma con la guida giusta, le difficoltà si trasformano in un percorso di crescita, e alla fine la soddisfazione è ancora più grande.

Ogni volta che ci affacciamo dal nostro balcone e guardiamo il mare, sappiamo che dietro quel sogno realizzato c’è anche la professionalità e la dedizione di chi ha saputo accompagnarci con trasparenza e competenza.

Un consiglio per chi cerca casa a Sanremo

Se anche voi state pensando di acquistare un appartamento qui, non scoraggiatevi di fronte agli ostacoli.

Il mercato può sembrare complesso e a tratti scoraggiante, ma con il supporto di un professionista serio e trasparente è possibile trasformare un sogno in realtà.

Noi lo abbiamo fatto grazie a Maria Teresa, che non ci ha mai nascosto le difficoltà ma ci ha insegnato ad affrontarle e superarle.

Ed è grazie a lei che oggi possiamo dire: Sanremo non è solo la città che ci ha accolti, ma la casa della nostra nuova vita.




martedì 13 maggio 2025

conduttori che vanno, conduttori che arrivano...

 


6 anni fa venne stipulato da un gruppo di professionisti un contratto di locazione per uno studio. 

Tutti e tre risultavano intestatari del contratto.

Questa mattina mi hanno chiamata per sapere come comportarsi sia per la comunicazione di rinnovo (seconda tranche dei 6 anni) sia su come comportarsi perché uno dei tre ha ventilato l'ipotesi di andare in un altro studio... 

Ecco i passaggi da seguire:

1. Recesso parziale:

Se uno dei conduttori (nel loro caso, uno dei tre) decide di recedere, deve comunicare al locatore tale decisione con un preavviso di almeno sei mesi. Questo recesso parziale non implica la risoluzione del contratto per tutti i conduttori, ma solo per il conduttore che recede. 

2. Subentro (opzionale):

Se uno dei due conduttori rimanenti desidera sostituire il conduttore uscente, può richiedere un subentro, ovvero il trasferimento del contratto a proprio nome. Questo richiede l'accordo del locatore. 

3. Modifica al contratto:

Il recesso parziale e/o il subentro devono essere comunicati al locatore e registrati all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. In pratica, si dovrà redigere un nuovo contratto o, più semplicemente, un atto aggiuntivo che modifichi il contratto originale, indicando il nuovo numero di conduttori e le nuove condizioni. 

4. Obbligo solidale:

I conduttori restanti rimangono obbligati in solido al pagamento dell'intero canone, anche dopo il recesso di uno di loro.


venerdì 23 aprile 2021

martedì 24 novembre 2020

Consiglio: acquistare casa..



 Uno dei migliori consigli che penso si possa dare a chi si avvicina all'acquisto di una casa e che intende contrarre un mutuo immobiliare è quello di recarsi nella Sua banca di riferimento per avere, dal funzionario incaricato, una indicazione su quale potrebbe essere l'importo erogato. 

Questo definisce con chiarezza un parametro fondamentale della ricerca !

Oggi ho avuto un chiaro esempio delle difficoltà che una mancata pre-approvazione comporta:

Due ragazzi non hanno fatto proposta su un appartamento perché avevano deciso che la banca non li avrebbe supportati per la quota necessaria...

Oggi hanno saputo che la cifra sulla quale possono fare affidamento è molto superiore a quanto, in autonomia, avessero stimato: peccato che l'appartamento che desideravano non sia più disponibile!! 




sabato 1 febbraio 2020

macchina fotografica per agenti immobiliari

 

Cercavo informazioni su quale fosse il "corredo" necessario per un agente immobiliare  e ho trovato il post della vulcanica e validissima Paola Faravelli https://paolafaravelli.com/ che faccio mio in toto:

Sottotitolhttps://paolafaravelli.com/2016/09/01/macchina-fotografica-per-agenti-immobiliari/

Copio e le riconosco ogni credito e merito:

 ...Ecco i miei consigli (e qualche dettaglio tecnico) per per poter scegliere la macchina fotografica quasi perfetta.

Sono (Paola è) un’agente immobiliare e per lavoro scatto spesso fotografie.
Fino a qualche anno fa l’arte della comunicazione attraverso le immagini non era obbligatoria nel mio mestiere, ora sì, internet ha cambiato tutto.
Ma di cosa necessita un agente immobiliare per raccontare le case?
Ti dico subito che no, il tuo cellulare non va bene per fotografare le case, ti serve una macchina vera con obiettivo intercambiabile.
Questo perché le bridge (il passo dopo le compatte o il cellulare) non vestono obiettivi grandangolari, ma per gli agenti immobiliari una certa lunghezza focale è fondamentale: senza non riuscirai mai a inquadrare l’intera stanza, ma solo degli inutili angoli.
angolo di campo Quindi ti tocca investire in una reflex.
Per spendere meno io ne ho acquistata una con il sensore ridotto.
Dettaglio tecnico: nelle macchine analogiche la pellicola più utilizzata è (era) quella da 35 mm che corrisponde a un segmento impressionabile alto 24 mm e lungo 36 mm. Il sensore è l’equivalente in digitale della pellicola nell’analogico, e le macchine che utilizzano il sensore da 35 mm sono chiamate Full Frame. Il sensore ridotto, l’APS-C è il più utilizzato, ha una dimensione minore, costa meno, ma a parità di obiettivo ha uno scarto in difetto dell’angolo di campo, ovvero della visuale.
Così, al 18/55 che viene fornito con la macchina, ma non serve al nostro scopo, ho aggiunto un altro obiettivo, che nel mio caso è un 10/24 della Tamron, che con i Sigma sono tra i più economici (circa 400 euro).
Dettaglio tecnico: i numeri con cui si identificano gli obiettivi si riferiscono alle lunghezze focali.
Potrebbe finire qui la spesa, ma per una questione di gusto io intervallo un paio di foto di particolari a quelle di insieme.
Ho notato che le foto dei dettagli piacciono molto su Facebook, e questo può aiutarti a rendere più accattivante (e condivisibile) il tuo post di casa in vendita.
A questo scopo ti consiglio un obiettivo a lunghezza fissa, per esempio un luminoso 50 mm, il mio è usato, e l’ho pagato meno di 100 euro.
Riassumendo: considerando un corpo macchina da 600 euro il totale della spesa supera appena i 1.000, poco più di uno iPhone (tanto per fare dei paragoni).
Ovviamente stiamo parlando di strumentazione basica, il cui difetto maggiore è la scarsa luminosità, ma modificare l’apertura del diaframma (aumentando la luminosità) o acquistare una Full Frame significa spendere due tre mila euro invece di mille, e siccome non siamo fotografi e le nostre immagini non devono finire su cartelloni pubblicitari non mi pare ne valga la pena.
Per migliorare la luminosità puoi provare ad aumentare al massimo i tempi.
Dettaglio semi tecnico: più l’otturatore resta a aperto, più luce entra, più luminosa sarà la tua fotografia. Hai presente quando scatti al quasi buio senza flash e senti cliiiiiiik, che è il suono della foto mossa. Questo capita perché per lavorare sotto 1/30 di secondo ti serve un cavalletto, e forse anche un telecomando onde evitare che la macchina registri il movimento di te che schiacci l’otturatore.
Per una questione di praticità non uso mai il cavalletto, piuttosto intervengo in post produzione, ovvero modifico le fotografie sul computer.
Un consiglio? photoscape, un programma gratuito, facile da usare e capace di risolvere tanti problemi.
E  se una volta aumentata la luce, la zone delle finestre risulterà “bruciata”, ovvero innaturalmente bianca: amen, l’importante è che il cliente capisca cosa sta guardando.
Cercando di essere il meno noiosa possibile, ho scritto per te la sintesi quasi vent’anni di esperienza (sì lo so, sono molto buona).
Ovvio poi che non ti basterà una buona macchina fotografica per scattare delle fotografie capaci di raccontare, ma di questo parleremo ancora.
Consiglio mio che mi permetto di aggiungere: scattare in RAW permette di intervenire maggiormente sulle foto in post produzione...